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"siate allegri nella speranza" (Romani 12:12)
11 novembre 2004
Fine di un alibi

Un uomo politico va giudicato esclusivamente in una prospettiva politica.



Yasser Arafat era leader di un popolo che ha diritto ad uno stato, e sotto questo profilo non è stato in grado di raggiungere il traguardo.



Negli ultimi anni egli era diventato un duplice alibi: per Israele, per il quale legittimamente egli rappresentava il blocco a qualsiasi tipo di negoziato, perché gli ultimi quattro anni lo avevano screditato come interlocutore capace di garantire sicurezza; per i palestinesi, che trovavano in questa ingombrante presenza la scusa per non arrivare a definire in maniera ultimativa e non contrattabile chi avesse - nei confini dell'Autorità - il monopolio della forza.



Oggi, di fatto, si apre un nuovo scenario: probabilmente assumerà forma anche spaventose (non è da escludere una guerra civile in seno ai palestinesii), ma il travaglio si giudica dal parto, e la promessa - speriamo che ora venga mantenuta - è che possa nascere una società politica palestinese adulta.



Israele, dal canto suo, non può più fermarsi alla tattica. Occorre scommettere su alcuni giocatori, contro altri; senza aspettare che l'esito sia imposto da fatti non controllati.




permalink | inviato da il 11/11/2004 alle 13:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Sappiamo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui.

Romani 6:9

Io non sono un Amleto, ma sono pigro, e non mi movo se non ho una buona spinta dagli avvenimenti. Ma se mi movo, io vivo là entro e ci metto tutto me, o scriva, o insegni, qualsiasi cosa faccia. piccola o grande, buona o cattiva, una passione c'era in me che mi traeva seco. Ed io non l'analizzai più; le ubbidii.

Francesco De Sanctis, Un viaggio elettorale