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"siate allegri nella speranza" (Romani 12:12)
28 settembre 2005


Voglio ridere con te...




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28 settembre 2005
Uomini e donne

Prendo dal sito Le Scienze, e sottolineo in grassetto un dettaglio. L'articolo completo si trova qui:

I media e i mezzi di comunicazione popolari ritraggono uomini e donne come due popolazioni psicologicamente molto diverse, ma queste differenze sono ampiamente sovrastimate (...). Lo sostengono i risultati di 46 meta-analisi condotte nel corso degli ultimi 20 anni. Secondo gli studi sulle differenze fra i sessi, presentati sulla rivista "American Psychologist", maschi e femmine - dall'infanzia all'età adulta - presentano più similarità che differenze per quanto riguarda la maggior parte delle variabili psicologiche. (...) In quasi tutti i casi, le differenze di sesso hanno su questi fattori un effetto nullo o molto piccolo. Soltanto nel comportamento motorio (misurato con esercizi quali il lancio di oggetti a distanza), in alcuni aspetti della sessualità e nell'aggressività fisica sono state rilevate differenze legate al sesso. Le differenze sembrano inoltre dipendere dal contesto in cui vengono misurate. Hyde ha anche scoperto che i bambini, in particolare, soffrono le conseguenze dell'esagerazione con cui vengono promosse queste differenze. Secondo molti pregiudizi, per esempio, i bambini maschi vanno meglio in alcune materie - come la matematica - rispetto alle femmine. La meta-analisi ha invece rivelato che i due sessi ottengono prestazioni simili, ma le diverse aspettative di genitori e insegnanti possono influenzare l'autostima e i risultati degli alunni.

Janet Shibley Hyde, "The Gender Similarities Hypothesis". American Psychologist, Vol. 60, No. 6 (2005).




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27 settembre 2005
Più Europa, non meno: Padoa-Schioppa sul Corriere di oggi

(...) Si buttino le leggi inutili, ma si tenga l'unità dello spazio economico. Le leggi ridondanti sono emanate col pretesto del mercato unico e il pretesto va smascherato, ma l'unità dello spazio economico va mantenuta. Delegificare non significa sostituire alla norma europea venticinque prontuari nazionali, l'un contro l'altro armati; deve significare una norma sola spogliata degli inutili barocchismi e un forte potere europeo capace di reprimere ogni tentativo di invocare le norme nazionali per frazionare lo spazio comune in sottospazi protetti. Conclusione: per avere meno leggi, ci vuole più Europa, non meno.




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26 settembre 2005
Non spargete sangue

LONDRA - Grande passo avanti per la pacificazione in Irlanda del nord. Dopo l'annuncio della fine della lotta armata lo scorso 28 luglio, l'Ira (Irish Republican Army), come aveva promesso, ha completamente distrutto il proprio arsenale militare. Lo ha confermato il capo degli osservatori internazionali, il generale canadese John de Chastelain, nel corso di una conferenza stampa a Belfast. Alla distruzione delle armi hanno assistito due sacerdoti, il cattolico Alex Reid e il metodista Harold Good. Fra le armi distrutte, ha riferito de Chastelain, vi sono fucili, mitragliatrici, mortai, missili, pistole, esplosivi e munizioni.

26 settembre 2005, Corriere della sera

E il versetto delle Losungen  oggi recitava:
Ruben disse ai suoi fratelli:
"Non spargete sangue." Genesi 37:22



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26 settembre 2005
Consigli di lettura - Turchia, Iran, Russia...

L'editoriale di Gianni Riotta sul Corriere, per spronare l'Europa a non chiudersi nei confronti della Turchia (il prossimo 3 ottobre si apriranno i negoziati decisivi per l'ammissione del paese all'Unione). Segnalo anche un interessante analisi apparsa sul Sole 24 Ore a proposito dei nuovi scenari politici che vedono protagonisti Russia e Iran (e non solo... ancora la Turchia, e soprattutto - da non sottovalutare - l'India). Sempre a questo proposito, occhio all'ultimo numero di Limes, in questi giorni in edicola e nelle migliori librerie.

(...)L’Europa ha il diritto di controllare con severità la crescita democratica della Turchia, ma se riuscisse ad ampliare la propria presenza sul Bosforo darebbe al mondo una fantastica dimostrazione di forza, ideali, capacità di trapiantare le tradizioni nel futuro, di confermare le proprie storiche identità a petto di nuove sfide e tradizioni. Sarebbe un’Europa superpotenza politica, economica e morale. Gianni Riotta









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23 settembre 2005
Napolitano senatore a vita

(ANSA) - ROMA, 23 SET - Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha nominato senatori a vita l'on. Giorgio Napolitano e l'ing. Sergio Pininfarina. Le nomine sono state motivate dal fatto che Napolitano e Paninfarina hanno illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale. (...).




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23 settembre 2005
Libertà

'Uno Stato democratico laico e' quello che protegge la pratica religiosa dei suoi cittadini, senza preferenze ne' limitazioni', Benedetto XVI, oggi




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23 settembre 2005
Le donne da punire

23 settembre 2005
di Chiara Saraceno da La Stampa di oggi

L’aborto non è mai una decisione presa a cuor leggero. E rappresenta sempre una esperienza dura per la donna che vi si sottopone e talvolta anche per il rapporto di coppia, se c'è. Sarebbe certamente meglio se si potesse evitarlo, se le donne potessero, riuscissero a rimanere incinte solo quando sono in grado di avere un figlio e sono sicure di volerlo.
A differenza di quanti pensano che le donne vi si sottopongano a cuor leggero come se andassero dal parrucchiere, l'aborto è anche una difficile esperienza fisica, di corpo. Per questo a suo tempo il movimento delle donne si batté per ridurre il più possibile i rischi per la salute, e talvolta la vita, delle donne per aborti fatti in condizioni poco sicure innanzitutto perché illegali. Fu una battaglia che le donne fecero da sole, con pochi medici a fianco, anche se molti medici praticavano aborti a caro prezzo per coloro che potevano permettersi le loro parcelle, mentre le altre si affidavano all'improvvisazione artigianale propria o altrui.
Ben vengano quindi i controlli sulla correttezza delle procedure nella sperimentazione della cosiddetta pillola del giorno dopo, a garanzia appunto della salute delle donne. Come si può eccepire se queste sono le motivazioni del ministro nel mandare prima gli ispettori a Torino e poi sospendere la sperimentazione a fronte di qualche irregolarità? La salute dei cittadini, in questo caso delle donne che partecipano a questa sperimentazione, va garantita. E va anche bene che si faccia la sperimentazione, nonostante la pillola sia stata già testata in altri Paesi che oggi la adottano tra i propri strumenti. Se questo rafforza le nostre conoscenze sugli effetti collaterali, sui possibili rischi, va bene. Anche se ci si può chiedere perché non tutti i farmaci prodotti e sperimentati in altri Paesi vengono sperimentati prima di metterli in circolazione in Italia.
Eppure c'è qualche cosa che non torna. Innanzitutto l'ispezione è partita nel momento stesso in cui è iniziata la sperimentazione, mettendone già da subito in dubbio la legittimità. Il ministro ha detto chiaramente che voleva «vederci chiaro» in una sperimentazione da lui non condivisa ma pienamente autorizzata dal suo stesso ministero, anche se in epoca precedente alla sua entrata in carica. Altro, infatti, è mettere in atto un processo di monitoraggio, altro mandare degli ispettori allo scopo (con il mandato) di rilevare irregolarità. In secondo luogo, non mi sembra che il ministro abbia mostrato altrettanta solerzia nel sospendere le attività in casi in cui non solo non sono rispettate alcune procedure sulla compilazione dei moduli, ma ne è andata di mezzo la vita e la salute dei pazienti. Non so quali siano le cause di decesso dei tre bambini siciliani morti in questi giorni dopo una anestesia, ma non mi risulta che in quegli ospedali siano state sospese le operazioni di appendicite o gli interventi al labbro leporino. Più in generale, la, pregevole, solerzia del ministro e dei suoi ispettori rispetto alla sperimentazione torinese non ha riscontri in una altrettanta solerzia nel verificare prima e poi contrastare le normali condizioni di inciviltà e disagio in cui si trovano gli ammalati in molti ospedali italiani. Per questo la così tempestiva sollecitudine del ministro e la severità dei suoi ispettori appaiono altamente sospette.
Francamente sopra le righe ed anche un po' indecente è stato invece il coro di approvazione che ha accompagnato l'operato del ministro: non perché si preoccupava della salute delle donne ma perché bloccava sul nascere una modalità di effettuare l'aborto meno fisicamente dolorosa per la donna. Nella, legittima, battaglia contro l'aborto sono tornate sulla bocca di politici ed anche di esponenti della chiesa cattolica espressioni che francamente echeggiano le fatwe del fondamentalismo islamico. Si è tornati a denunciare le donne che abortiscono come assassine responsabili di infanticidi e stragi di bambini. E vi è chi ha dichiarato che la sofferenza fisica è una punizione fin troppo ridotta per le donne che abortiscono. Se vogliono farlo, patiscano nella propria carne oltre che nel proprio cervello e nel proprio cuore. Quindi ricorrano alle forme di aborto più invasive e pesanti dal punto di vista fisico, con sprezzo assoluto del principio della appropriatezza delle cure e del principio della minor invasività possibile negli interventi medici.
A queste persone senza cuore e senza pietas vorrei ricordare che non molti anni fa, e forse da qualche parte ancora oggi, non era raro che una donna che durante il travaglio del parto si lamentava per il dolore, si sentisse dire da medici ed ostetriche «Hai goduto? Ora soffri». Nell'immaginario di molti, la sessualità femminile sembra inestricabilmente legata a qualche turpitudine di cui deve pagare il conto, sia quando abortisce che quando partorisce.

 




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20 settembre 2005
Il compito che nessuno voleva...

"Simon Wiesenthal era la coscienza dell'Olocausto ha detto il rabbino Marvin Hier, direttore e fondatore dell'Organizzazione per i diritti umani a lui dedicato, "quando nel 1945 l'Olocausto finì e il mondo intero tornò a casa per dimenticare, lui fu l'unico a voler ricordare. E non dimenticò mai. Divenne il rappresentante permanente delle vittime, determinato a portare di fronte alla giustizia gli autori del più grave crimine della storia. Quell'incarico non gli fu conferito da alcun capo di stato o primo ministro: semplicemente si assunse un compito che nessuno voleva".

Su RepubblicaCorriere la notizia della morte di Wiesenthal




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18 settembre 2005
Auguri




Vittorio Foa compie gli anni oggi: "(...) E subito viene la domanda: e poi? Ho più volte sofferto l'esperienza della politica che si fa rito e diventa incomprensibile. Il ricordo di lunghi periodi grigi e amari non cancella, però, il ricordo della gioia e dà alla politica il senso della possibilità. Torno sulla parola: non era più quella di prima. Adesso si parlava senza ascoltare gli altri, si ripetevano a non finire le parole, utili ma non vere, si cercava in qualche modo di affermare un presunto potere sugli altri. Allora le parole amate, la giustizia sociale, la libertà non erano un ricerca comune, non ci parlavano più. Mi guardo attorno in quest'Italia berlusconiana. Le parole del potere perdono ogni riferimento con la realtà, sono dette come capita a seconda di ciò che è utile al potere. L'irrilevanza del linguaggio è la prova di un disimpegno etico. Questo ci pone nuovi doveri in qualche modo a ritrovare una nuova felicità. (...)




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Sappiamo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui.

Romani 6:9

Io non sono un Amleto, ma sono pigro, e non mi movo se non ho una buona spinta dagli avvenimenti. Ma se mi movo, io vivo là entro e ci metto tutto me, o scriva, o insegni, qualsiasi cosa faccia. piccola o grande, buona o cattiva, una passione c'era in me che mi traeva seco. Ed io non l'analizzai più; le ubbidii.

Francesco De Sanctis, Un viaggio elettorale