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Fine di un alibi

Un uomo politico va giudicato esclusivamente in una prospettiva politica.



Yasser Arafat era leader di un popolo che ha diritto ad uno stato, e sotto questo profilo non è stato in grado di raggiungere il traguardo.



Negli ultimi anni egli era diventato un duplice alibi: per Israele, per il quale legittimamente egli rappresentava il blocco a qualsiasi tipo di negoziato, perché gli ultimi quattro anni lo avevano screditato come interlocutore capace di garantire sicurezza; per i palestinesi, che trovavano in questa ingombrante presenza la scusa per non arrivare a definire in maniera ultimativa e non contrattabile chi avesse - nei confini dell'Autorità - il monopolio della forza.



Oggi, di fatto, si apre un nuovo scenario: probabilmente assumerà forma anche spaventose (non è da escludere una guerra civile in seno ai palestinesii), ma il travaglio si giudica dal parto, e la promessa - speriamo che ora venga mantenuta - è che possa nascere una società politica palestinese adulta.



Israele, dal canto suo, non può più fermarsi alla tattica. Occorre scommettere su alcuni giocatori, contro altri; senza aspettare che l'esito sia imposto da fatti non controllati.

Pubblicato il 11/11/2004 alle 13.38 nella rubrica Israele.

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