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fede

Non sapevo fossi tu,
l'indicibile tatto
il silenzioso sguardo

Non credevo fosse possibile
ammettere questa gioia
perché ancora non vista

Ma palpitano vene sotterranee
e i mari suggeriscono burrasche
anche quando c'è sereno

E piovono gocce
di colori indescrivibili
piogge invisibili e lucenti

Non mi sveglio:
non è il sonno
- non sto dormendo -
ciò che copre la felicità

ma la stolta mancanza di fiducia:

ciò che da sempre rovina ogni abbraccio

di due corpi
e di bocche che si cercano

Sapevo: eri tu,
mi è bastato ascoltare
chiudendo gli occhi

ho riconosciuto il sole
e il caldo tenero
nella tua voce di canto


Pubblicato il 9/5/2006 alle 18.5 nella rubrica Pudori.

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